Antonio Franco, servo di Dio abate

ritrattoIl Servo di Dio, Mons. Antonio Franco, nasce a Napoli il 26 settembre 1585 dal nobile patrizio di discendenza francese Orlando Franco, e da Anna Francesca Pisana di Antonio, barone di Pascarella. Egli fu terzo di 6 figli, Laura-1584, Lucrezia-1583, Candida Aurelia Diana-1587, Cesare e Camilla, nati successivamente.
Il 29 settembre 1585, a tre giorni dalla nascita, venne portato dai genitori al fonte battesimale della chiesa parrocchiale di S. Angelo a Segno, dove gli furono imposti i nomi di Pirro Antonio Giovanni e Francesco.
Dei quattro nomi, che al Battesimo gli furono imposti, solo quello di Antonio restò in uso presso i suoi familiari e in seguito solo sotto tale nome è stato conosciuto, invocato e venerato in S. Lucia del Mela.

Il 23 Settembre 1602, prima ancora dei sedici anni e dieci mesi, viene insignito, grazie agli studi umanistici e alle varie scienze e discipline profane ed ecclesiastiche, della laurea dottorale in Diritto Canonico e Civile.
Prima degli anni vent’uno, non avendo ancora l’età canonica, per essere ordinato sacerdote, il padre vedendo il suo Antonio tanto impegnato negli studi ecclesiastici, prese la decisione di trasferirlo a Roma.
Dopo neanche un anno, per ordine del genitore, lascia Roma per trasferirsi alla Corte Reale di Madrid. Ricevuti gli Ordini Sacri nel 1610, chiede al Re Filippo III di essere ammesso a far parte della Cappella Reale. Dopo aver assunte precise e rigorose informazioni sulla sua condotta personale e sulla moralità della sua famiglia, che non potevano che confermare le sue buone e lodevoli qualità, il 14 Gennaio 1611 fu nominato Cappellano Reale. Col passare degli anni il Re stesso lo stimò profondamente, tanto che il 12 Novembre 1616 lo designò Cappellano Maggiore del Regno di Sicilia, al cui ufficio era connesso anche quello di Abate e Prelato ordinario della Prelatura Nullius di S. Lucia del Mela.. Dopo essersi recato a Roma per attendere gli adempimenti connessi alla nomina, che l’11 Febbraio 1617 Papa Paolo V confermò, fece, il 18 Maggio 1617, il Suo ingresso solenne a S. Lucia del Mela.

Mons. Antonio Franco, reputandosi davanti a Dio come grande peccatore, molto spesso si sottoponeva a grande penitenze e privazioni. Molto spesso digiunava totalmente, o se pranzava lo faceva solo a pane ed acqua, mentre sembra che non adoperò mai il letto, ma si sdraiasse sul pavimento usando una piccola stuoia per materasso e una pietra per cuscino. Portava inoltre strette ai fianchi due grosse catene di ferro, una delle quali irta di aculei appuntiti. Di quelle due catene una esiste ancora, ed è racchiusa in una cassetta argentea protetta da vetri che viene portata, in segno di venerazione, per le case a guarigione degli infermi., nei casi di gravi malattie, e non sono poche le testimonianze, che si hanno, di guarigioni prodigiose. Si distinse per la premurosa carità verso i poveri, gli infermi ed i deboli, oltre che per la minuziosa ed insistente attività evangelizzatrice.

Finì di vivere, non ancora 42enne, il 2 Settembre del 1626, stroncato dalle penitenze e dalle continue astinenze, oltre che da un oscuro e non meglio precisato male. Da allora ad oggi, tutti i fedeli dell’antica Prelatura e dei centri vicini presero a venerarlo ed a chiamarlo Beato. Il nome di Mons. Antonio Franco viene imposto dai genitori ai propri figli al fonte battesimale; le mamme ne raccontano i miracoli ai propri figli; gli adulti chiedono protezione con profonda devozione per il celeste Protettore. Col passare degli anni, sempre più numerosi sono stati i devoti che pregando sulla Sua tomba hanno ottenuto, per sua intercessione, numerose grazie.

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Fonte: http://www.santaluciadelmela.eu

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